Documentari consigliati

In questa pagina vi segnaliamo alcuni titoli di documentari da noi ritenuti interessanti.

Mondo Cane : è un film documentario del 1962 diretto da Paolo Cavara, Gualtiero Jacopetti e Franco E. Prosperi. Presentato in concorso al 15° Festival di Cannes, Cavara, Jacopetti e Prosperi furono premiati assieme al produttore Angelo Rizzoli (Cineriz). Il film ottenne un grande successo internazionale ed una nomination all’Oscar nel 1963 per il tema Ti guarderò nel cuore (in inglese, More) della colonna sonora di Nino Oliviero e Riz Ortolani. Mondo cane è considerato il capostipite di un filone cinematografico di documentari sensazionalisti, che prese il nome di mondo movie, volto a impressionare il pubblico mostrando usi e costumi insoliti, stravaganti e grotteschi delle etnie di tutto il mondo. Le immagini e l’onnipresente commento pseudo-sociologico fuori campo sottolineano ogni genere di dettaglio raccapricciante: mutilazioni all’interno di sette, asportazioni di organi genitali, lotte fra cani, cure medicinali alternative con l’uso di sangue e interiora animali.

D’amore si vive :  è un film documentario del 1984 diretto dal regista Silvano Agosti. Frutto di una ricerca fatta a Parma in 2 anni e di una scelta su un materiale molto ampio (46 persone interpellate), è un film composto di 7 interviste sui temi “della tenerezza, della sessualità e dell’amore”, più una breve sequenza finale su un ragazzo ritardato che accarezza un bambolotto, collegato al 1° capitolo dove una giovane madre parla della sua recente maternità. Sfilano: nel 2° una donna, “figlia di un prete”, che ha un cattivo rapporto con il proprio corpo; 3°) un bambino di 9 anni, straordinario per la sua capacità di ragionare; 4°) la giovane che a 16 anni fece una marchetta e non ne farà più; 5°) Anna, la prostituta che sarà trovata morta il giorno dopo; 6°) Gloria, transessuale melomane; 7°) il travestito Lola che ama gli animali. 5 degli 8 personaggi scelti sono donne (transessuale compreso), il 6° è gay; i 2 maschi non sono ancora uomini. (Ortega y Gasset: “L’uomo vale per quel che fa, la donna per quel che è”). La tenerezza è dalla parte di S. Agosti (che ha curato il montaggio con Franco Piavoli e Giuliana Zamariola), mista a un filo di crudeltà e alla solidarietà. Si può interpretarlo in vari modi. Moravia, esagerando, lo fece in chiave di disperazione (“… con l’eccezione della madre all’inizio, … in loro sesso è, consapevolmente o no, sinonimo di disperazione”). Con la parola “amore” si nominano diversi fenomeni: è un fonema polisemico. Amore è un atto transitivo con cui si interviene nell’esistenza di un altro. Il corpo è uno dei nomi nell’anima, e non il più indecente. Soprattutto a Parma e in Emilia, suscitò rabbiose polemiche. A destra lo si definì pornografico, ma non si riuscì a farlo sequestrare.

Solo Limoni : è un film documentario del documentarista Giacomo Verde, in collaborazione con Lello Voce, realizzato nel 2001 durante i tragici giorni del G8 di Genova. Il video e’ composto di 13 episodi che raccontano alcuni momenti delle giornate di Genova. Dal clima della Zona rossa alle cariche della polizia sul corteo del 21 luglio, alla situazione attorno al corpo di Carlo Giuliani in Piazza Alimonda. Le riprese sono una selezione di immagini girate da Giacomo Verde e da altri videomaker indipendenti collegati a diversi gruppi. L’intenzione del video e’ di raccontare quello che i mezzi di informazione non riescono a mostrare perchè imprigionati nelle regole della comunicazione-spettacolo e dello scoop. Così molti episodi sono commentati da testi di “poesia militante” in modo da fornire spunti riflessivi che vadano oltre la contingenza dei fatti, e altri usano immagini “effettate” (rallenty, velocity ecc.) e un commento sonoro originale in modo da andare oltre il dato documentaristico comunque presente. Un video che vuole essere un strumento di riflessione emotiva e politica, per le varie componenti del movimento anti-g8, sulle diverse questioni emerse dalle giornate di Genova.

Il Sol dell’Avvenire : è un film documentario diretto da Gianfranco Pannone. Reggio Emilia, 1969. Un gruppo di ragazzi abbandona la locale Federazione giovanile comunista, per dar vita, insieme ad altri coetanei di provenienza anarchica, socialista, cattolica, all’Appartamento, una comune sessantottina che insegue il sogno rivoluzionario e che vede nel partito comunista al governo della città, il tradimento degli ideali partigiani e antifascisti appartenuti ai loro padri e nonni durante e dopo la seconda guerra mondiale. Dall’esperienza dell’Appartamento, di lì a due anni, usciranno alcuni tra i più duri brigatisti rossi degli “anni di piombo”: Alberto Franceschini, Tonino Loris Paroli, Roberto Ognibene, Prospero Gallinari, Renato Azzolini.Reggio Emilia, autunno 2007. Alcuni dei “ragazzi del 1969” si ritrovano dopo quasi 40 anni nello stesso luogo, un ristorante sulle colline, dove il gruppo dell’Appartamento compì il salto tragico e fatale nella lotta armata. Seduti intorno a un tavolo, con rievocazioni a tratti drammatiche, Franceschini, Paroli e Ognibene (tre ex brigatisti tornati alla vita normale dopo una lunga detenzione nelle prigioni di mezza Italia) insieme a Paolo Rozzi e Annibale Viappiani (che non aderirono alle Brigate rosse, e oggi sono impegnati il primo nel Partito Democratico, il secondo nel sindacato ) ripercorrono una sorta di viaggio a ritroso, alla ricerca delle motivazioni più profonde delle rispettive scelte. A integrare le ricostruzioni dei cinque protagonisti, due testimoni davvero sorprendenti, che in vario modo e a vario titolo parteciparono alla esperienza dell’Appartamento: Corrado Corghi, ex dirigente della Democrazia Cristiana ed esponente del cattolicesimo del dissenso, e Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli comunisti trucidati dai nazifascisti nel ’43.

 

Bowling a Columbine : è un film documentario di Michael Moore del 2002. Prendendo spunto dalla strage della Columbine High School, Moore realizza un documentario sull’uso delle armi in America. Documentario in cui stigmatizza il liberismo assoluto in materia di porto d’armi negli Stati Uniti. Prendendo come punto di partenza la strage alla Columbine High School del 1999 il regista non si limita a scaricare tutte le colpe su Charlton Heston e sulla sua associazione che promuove l’autodifesa dei cittadini ma prova ad andare più a fondo. Ne nasce un ritratto in nero, ma anche satirico, della nazione più potente nel mondo che ha meritato il riconoscimento che gli è stato tributato a Cannes.

 

Non son l’uno per cento : è un film documentario di Antonio Morabito del 2007. Una riflessione sul movimento anarchico carrarino e sugli ideali e i valori che ne stanno alla base. Carrara è la città del marmo, ma è anche la culla dell’anarchismo internazionale. Con un lavoro sul posto durato due anni, Antonio Morabito ha girato un documentario che ripercorre la storia di un mondo poco conosciuto, di cui spesso si parla in modo distorto o non si parla affatto. Un editore, un professore universitario, uno scultore, uno storico e un tipografo discutono di Anarchia, della F.A.I. (Federazione Anarchica Italiana), partendo dal 1894 e attraversando la rivoluzione spagnola del ’36, la lotta partigiana e la fine della seconda guerra mondiale, per arrivare quindi ad affrontare i temi del presente: i movimenti no-global e new-global, il lavoro precario, la guerra e l’ambiente. Alternando le interviste a numerose immagini d’epoca, frutto di un’attenta ricerca storica, il film si interroga infine sulla relazione tra anarchia e violenza, tra anarchia e società, tra anarchia e utopia.

 

Nazirock : è un film documentario di Claudio Lazzaro del 2008. L’estrema destra vista dall’interno: la sua musica, i capi, le alleanze, i rituali: il film racconta questo, usando come filo conduttore le band che infarciscono di testi fascisti la loro musica skin, oi, white power e punkadestra.
La destra radicale in Italia può raggiungere il mezzo milione di voti e diventare determinante, in un quadro politico in cui ne bastano 25.000 a decidere chi governerà il Paese. Per questo viene sdoganata. Nazirock racconta questo passaggio politico.

 

Videocracy: è un documentario di Erik Gandini del 2009  che, a partire dalla trasmissione di uno strip casalingo di una delle prime televisioni private, affronta il tema del potere della televisione in Italia grazie a materiale di repertorio, a interviste esclusive a Lele Mora e a Fabrizio Corona e alla storia di un giovanotto fortemente intenzionato a diventare il Van Damme cantante della televisione.
Diciamolo subito a scanso di equivoci: per il pubblico italiano (sia che sia favorevole o sia che sia contrario a Berlusconi e al suo mondo) non c’è nulla di nuovo sotto il sole tranne qualche gustoso particolare di cui diremo. La vetrina veneziana diventa invece importante come trampolino di lancio per un reportage che batte bandiera svedese e che, quindi, può circolare all’estero. In quelle sedi oltre confine Videocracy potrà trovare la sua giusta collocazione e contribuire a un dibattito sulla situazione italiana.                                           

Kinski, il mio nemico più caro: è un film documentario di Werner Herzog del 1999, dedicato all’attore Klaus Kinski. È stato presentato fuori concorso al 52° Festival di Cannes. Il regista W. Herzog torna nella casa di Monaco dove, intorno al 1955 visse per 3 mesi con Klaus Kinski (1926-91), interprete di 5 suoi film dal 1972 al 1988, e si reca sui luoghi (Perù, Rio delle Amazzoni) dove li girò, incontrando nel suo viaggio a ritroso attori, comparse, persone che conobbero l’attore. “Ogni capello bianco lo chiamo Kinski” ripete il regista. Non è soltanto un documentario su Kinski e il suo comportamento “folle”: “ …svela anche indirettamente i tratti ossessivi del cinema di Herzog. Un cinema titanico e prometeico, incentrato sulla continua sfida a superare sé stesso.”

Super Size Me: è un film documentario di Morgan Spurlock del 2004. Il documentario traccia una linea di confine tra la cattiva alimentazione e il cittadino che la “subisce”. Il dito viene puntato contro i fast food e l’oggetto d’indagine è l’obesità, non dal punto di vista soggettivo, ma come piaga sociale, come problema mediatico, economico, politico e culturale, come un muro che forse soltanto la medicina può oltrepassare, ma non abbattere. La trama è semplice: Morgan Spurlock si sottopone ad una ferrea dieta a base di grassi. Per tre volte al giorno dovrà consumare i pasti da MacDonald’s, avvalendosi della vasta scelta di percorsi calorici da loro consigliati, sempre in formato “supersize”. Il tutto per un mese. Tre esperti, un cardiologo, un nutrizionista e un gastroenterologo seguono il cammino dietetico del regista, prima, durante e dopo. Le conseguenze mediche, subite dal corpo di Spurlock, sono ciò che il film si propone di dimostrare. Una ricerca stilistica e visiva eccellente per il genere e un ritmo piacevole, divertente, a tratti degno di una commedia, rendono questo documentario di livello mondiale, adatto a tutti, educativo, oltre che manifesto reale di un quadro lucido e cinico della società americana.
Certo è giusto ricordare che qui si parla di multinazionali e non di individui; che se gli intenti narrativi sono quelli di un esperimento scientifico, forse, vengono trascurate un po’ troppe variabili; e ancora, che alcune presunte indagini statistiche risultano un po’ forzate, come ad esempio che i bambini americani possano arrivare a confondere Gesù Cristo con Bush, ma mai nessuno che non sappia chi è Ronald MacDonald.

 Fury over Spain (Spagna 1936: l’utopia si fa storia): è un film documentario sulla Spagna nel 1936, un popolo in armi contro il fascismo e per la rivoluzione sociale egualitaria e libertaria nelle immagini di un documentario girato tra il 1936 e il 1937 da operatori del Sindicato de la Industria del Espectaculo di Barcellona aderente alla CNT (Confederación Nacional del Trabajo). Finalizzato all’epoca a sollecitare la solidarietà internazionale antifascista, il commento originale del documentario, intitolato Fury over Spain, era in inglese, con una retorica adeguata allo scopo. Alla metà degli anni Settanta, verso la fine dell’era franchista, il Comitato Spagna Libertaria di Milano ebbe dagli archivi iconografici della CNT copia di questo filmato per il quale riscrisse la colonna sonora secondo lo «spirito dell’epoca». Vent’anni dopo, il Centro Studi Libertari/Archivio «Giuseppe Pinelli» ha rimesso in circolazione questo filmato con un commento sonoro nuovamente rimesso allo stile dei tempi. E con le stesse immagini, beninteso. Perché la memoria di un evento storicamente enorme non si perda.

http://www.centrostudilibertari.it

This is my Land….Hebron: è un film documentario che racconta quello che in molti preferiscono non vedere, si inoltra tra le contraddizioni di uno scontro fatto di calci e sputi, selciate e insulti, bambini contro bambini, donne contro donne, famiglie contro famiglie. “This is my Land… Hebron” è un implacabile viaggio alla scoperta degli aspetti più nobili, mostruosi e contraddittori dell’animo umano. Un folgorante ritratto di una terra santa e maledetta, promessa e contesa da troppi

http://www.thisismylandhebron.com

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commenti
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