Missili italiani per la Giordania?

Pubblicato: 12 settembre 2013 in News

Dovrebbero partire per Amman 200 militari italiani tra artiglieri, unità logistiche e forze di sicurezza in un’area che presto potrebbe diventare zona di guerra.

L’Italia ufficialmente si tiene a distanza dalla guerra civile siriana e dalle conseguenze che questa ha creato e potrebbe creare missilinel resto della regione. Dietro le quinte invece il nostro paese è già in campo militarmente.

Il sito Analisidifesa.it scrive che dopo l’invio del cacciatorpediniere “Andrea Doria” nel Mediterraneo orientale – ufficialmente a tutela dei soldati italiani dell’Unifil (Onu) che opera in Libano del sud – l’Italia potrebbe “incrementare presto il suo coinvolgimento militare nella crisi siriana pur limitandosi a schierare assetti difensivi, senza partecipare ad azioni contro il territorio siriano”. A fine settembre, prosegue il sito, il governo italiano dovrebbe “varare una nuova missione con il rischieramento a difesa della capitale giordana Amman di due batterie di missili antimissile Aster 30, del 4° reggimento artiglieria contraerea ‘Peschiera’ di Mantova”. “Fonti bene informate” citate da Analisidifesa.it, dicono che la missione attende il via libera definitivo.

A quanto pare prosegue la spesa per le Forze Armate italiane “all’estero” nonostante i tagli imposti dalle ristrettezze finanziarie e i tanti italiani che invocano la fine delle missioni, cosiddette “di pace”, dei nostri militari.

L’Esercito – aggiunge Analisidifesa.it – ha stanziato ingenti fondi per approntare le batterie e perfezionare l’addestramento del 4/o reggimento che ha acquisito in anticipo sui tempi previsti per completa capacità operativa. Attività culminate nel marzo scorso quando militari francesi e italiani si addestrarono congiuntamente lanciando una serie di missili Aster-30 presso il Centro Sperimentazioni Missilistiche di Biscarrosse, in Francia.

Secondo il sito se la missione a protezione della Giordania dovesse effettivamente concretizzarsi, “si può ipotizzare l’impegno nei dintorni di Amman di almeno 200 militari italiani tra artiglieri, unità logistiche e forze di sicurezza quanto mai necessarie in un’area che potrebbe diventare zona di guerra da un momento all’altro”.

I missili Aster-30 sono concepiti per intercettare bersagli aerei in un raggio di 100 chilometri e missili balistici a corto raggio (come quelli siriani), missili da crociera e aerei. L’intero programma ha un costo previsto per l’Italia di 1,7 miliardi di euro.

Dall’autunno scorso batterie di missili antimissile Patriot forniti da Stati Uniti, Olanda e Germania sono stati dispiegati, su richiesta di Ankara, lungo il confine tra Siria e Turchia. Due batterie di Patriot americani sono state trasferite in aprile da Kuwait e Qatar in Giordania.

redazione Nena News

(12 settembre 2013,  http://nena-news.globalist.it)

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