Contro la crisi? Vogliono spendere un miliardo e mezzo in navi da guerra

Pubblicato: 23 maggio 2013 in News

Dopo i caccia F35 la Difesa ci prova con 12 navi da guerra innovative e tecnologiche. Il costo? un miliardo e mezzo di euro. Il Paese è pronto per una tale spesa?navi

Mentre è ancora fresco il dibattito parlamentare sulla fornitura dei cacciabombardieri F-35, in ambito di difesa si comincia a parlare dell’acquisto di dodici nuove navi per la Marina Militare, navi di ultima generazione che «un giorno potranno essere ospedali galleggianti in caso di calamità e il giorno successivo combattere una guerra ad alta intensità»: parole dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, comandante in capo della flotta in un’intervista al sito specializzato Defensenews

De Giorgi ha dichiarato che «è un concetto in fase iniziale, ma lo Stato maggiore ha già dato l’approvazione preliminare per costruirne sei». Ma quanto ci costeranno questi dodici gioiellini? «Sarebbe due terzi di quello delle fregate Fremm». Il prezzo di una Fremm è di circa 350 milioni di euro, quindi il costo si avvicinerebbe ai 250 milioni. La domanda sorge spontanea: in tempi di crisi come questi che stiamo vivendo dove si pensa di trovare i fondi per finanziare un’opera di questa portata?

Non si tratta di navi di “piccolo taglio”: parliamo di dodici navi che avranno una stazza tra le 3500 e le 4000 tonnellate, lunghe 125 metri e larghe quindici. L’ammiraglio ha fornito una spiegazione chiara delle esigenze della Marina. Nei prossimi anni trenta unità andranno in pensione, mentre è previsto l’ingresso in linea di sole dieci fregate Fremm. «Le unità che ho in mente dovrebbero essere concepite sin dall’inizio come dual use», ossia convertibili «in modo rapido e modulare» da scopi bellici a umanitari.

Un nuovo concetto sui tavoli della Difesa. Cosa significa? Le “mini-fregate” avranno due cannoni e una stiva modulare. Lì si potranno inserire centrali di controllo e armamenti, come missili di vario tipo e siluri. Oppure in caso di disastri naturali «potrà ospitare 230 letti, fornire acqua potabile ed elettricità per una comunità di 6000 persone. L’alta velocità gli permetterà di intervenire rapidamente nei luoghi dei disastri. Se guardate la mappa dell’Italia, potete vedere che queste navi con i loro elicotteri potranno raggiungere qualunque zona del Paese».

I piani di De Giorgi potrebbero sembrare (o sono) ottimistici e andare oltre i veri e ben pià seri problemi del Paese, quelli urgenti come trovare i fondi per la cassa integrazione. Proprio per questo De Giorgi, ha detto durante l’intervista, cerca aiuti nell’industria. «Per il Paese investire nella Marina in maniera più incisiva significherebbe dare una forte spinta all’economia e all’occupazione, non solo alla sicurezza». Quindi una possibilità di ripresa per molte aziende italiane come Ilva, Fincantieri, Finmeccanica in gravi difficoltà economiche.

A parte la nuova nave, Di Giorgi ha detto che ha una manciata di altre navi sulla sua lista dei desideri, tra cui una nuova nave di salvataggio sottomarino con funzionalità oceanografiche, così come una nave di rifornimento. Per il nuovo tipo, ha detto che dovrebbe contare sul lavoro di progettazione in-house per ottenere lo sviluppo in corso. “Abbiamo riattivato il nostro centro di progettazione navale per ottimizzare i costi, e ridurre la spesa per lo sviluppo e aumentare denaro disponibile per la produzione”.

Desk2

(mercoledì 22 maggio 2013)

http://www.globalist.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...