I crocieristi della U.S. Navy

Pubblicato: 30 novembre 2011 in News

«Una occasione unica poter visitare il Vaticano»: così ha esclamato un marinaio del cacciatorpediniere lanciamissili Truxtun, approdato il 23 novembre a Civitavecchia. E’ uno dei servizi di bordo, offerti al personale della marina Usa dal dipartimento Mwr (Morale, welfare, ricreazione). La Truxtun e altre navi da guerra, approdate in Spagna e Portogallo, fanno parte dello Strike Group (gruppo d’attacco) della portaerei Uss George H.W. Bush, arrivata a Marsiglia due giorni dopo. Anche qui sono stati organizzati per l’equipaggio giri turistici, tra cui un tour a Parigi, e attività ricreative, compresa una partita di calcio in una scuola. A leggere queste cronache della U.S. Navy, si ha l’impressione che essa muova le sue navi nel mondo non per fare guerre, ma per mantenere la promessa fatta ai marinai che, arruolandosi, avrebbero girato il mondo. Un sistema un po’ dispendioso: la Uss George H.W. Bush, la più moderna e potente portaerei, è costata oltre 6 miliardi di dollari, cui si aggiunge una spesa operativa di centinaia di milioni annui. Lunga 333 metri (tre campi da calcio) e larga 77, con 20 ponti sopra la linea di galleggiamento, 90 aerei ed elicotteri e un equipaggio di 6mila uomini, è una vera e propria base aerea galleggiante, azionata da due reattori nucleari. Il suo Strike Group comprende dieci navi da guerra e nove squadre aeree. Ha iniziato la sua crociera lo scorso maggio, quando è salpata da Norfolk, accompagnata all’inizio da quattro navi. Entrata nell’area della Sesta flotta, in giugno ha fatto scalo a Napoli. Ha quindi ripreso la navigazione, dando una mano all’attacco alla Libia. Attraversato il Canale di Suez, la portaerei e il suo gruppo di battaglia, con un equipaggio complessivo di 9mila uomini, sono entrati nell’area della Quinta flotta. Qui gli aerei della Uss George H.W. Bush, dislocata nel Mare Arabico, sono stati impiegati per bombardare l’Afghanistan. In agosto, la portaearei (divenuta operativa nel 2009) ha raggiunto la «pietra miliare» di 20mila atterraggi dei caccia sul ponte di volo. Il comandante della Quinta flotta, Mark Fox, salito a bordo mentre la nave era nello Stretto di Hormuz, si è congratulato con l’equipaggio, ricordando che «la U.S. Navy esiste per proteggere i nostri interessi nazionali in tutto il mondo, e in questa parte del mondo abbiamo enormi interessi». In settembre, la Uss George H.W. Bush ha fatto visita agli Emirati arabi uniti, dove i marinai si sono divertiti a cavalcare cammelli e a visitare il museo Ferrari di auto da corsa. E l’incrociatore lanciamissili Anzio dello Strike Group ha visitato il Bahrain, dove un gruppo di marinai ha fatto lezione di inglese nelle scuole. Quindi, il 20 novembre, la Uss George H.W. Bush ha completato i cinque mesi di «operazioni di combattimento» nell’area della Quinta flotta, dove è stata sostituita dalla portaerei John C. Stennis, ed è rientrata nell’area della Sesta flotta nel Mediterraneo. Il Giorno del Ringraziamento, il 24 novembre, è stato celebrato a bordo in una calda atmosfera familiare. Mentre il presidente Obama, ringraziando i militari che avevano appena bombardato l’Afghanistan uccidendo anche bambini, graziava alla Casa Bianca due tacchini dai nomi emblematici di Libertà e Pace.

Manlio Dinucci

(il manifesto, 29 novembre 2011)

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