JOHN MCCAIN IN LIBIA

Pubblicato: 26 aprile 2011 in News

La memoria corta dell’ex candidato repubblicano alla Casa bianca

 Il senatore John McCain, già candidato della destra repubblicana alle ultime presidenziali Usa, è andato in missione a Bengasi, da dove ha chiesto che Washington riconosca il Consiglio nazionale transitorio quale legittimo governo della Libia, aiutandolo a rovesciare Gheddafi. Memoria corta. Perché appena venti mesi fa, il 14 agosto 2009, lo stesso McCain incontrava a Tripoli Muammar Gheddafi, lodandolo per «il suo ruolo di artefice di pace in Africa».

La delegazione guidata da McCain comprendeva altri tre senatori; quella libica era composta da Muammar Gheddafi, suo figlio Moutassim (che, in veste di consigliere per la sicurezza nazionale, aveva incontrato a Washington in aprile la segretaria di stato Hillary Clinton), e tre alti funzionari. Da parte statunitense, si definiva la Libia «un importante alleato nella guerra contro il terrorismo», sottolineando che «avere un comune nemico rafforza l’amicizia». Da parte libica, si chiedevano a Washington «garanzie di sicurezza», in cambio della rinuncia di Tripoli a fabbricare armi di distruzione di massa. Lo stesso Muammar Gheddafi «esprimeva il desiderio di veder fiorire le nostre relazioni». McCain gli rispondeva che, a riprova del loro rafforzamento, «ufficiali libici venivano addestrati nei comandi e nelle accademie militari statunitensi».

Appena venti mesi dopo, il senatore McCain incontra a Bengasi Mustafa Abdu Jalil e altri ex notabili del governo libico, che ora cercano di rovesciare Gheddafi. Qualcosa però non è cambiato: il vero scopo di McCain.

Perché il senatore è l’uomo di fiducia delle grandi compagnie petrolifere statunitensi: ExxonMobil, Chevron, ConocoPhillips e altre. Nella sola campagna elettorale gli hanno fatto «donazioni» per milioni di dollari. In cambio McCain ha sostenuto in Senato la necessità di intensificare le trivellazioni offshore e di ridurre le tasse alle compagnie petrolifere, facendo guadagnare loro decine di miliardi di dollari. Grazie ai finanziamenti della Chevron integrati da quelli statali, è stato costituito l’International Republican Institute, di cui McCain è presidente, impegnato a «promuovere la democrazia», in realtà ad aprire la strada alle compagnie Usa nei paesi ricchi di petrolio. Finora soprattutto in Iraq, della cui invasione nel 2003 McCain è stato uno dei principali fautori. Stessa storia e stessa posta in gioco oggi in Libia.

 Manlio Dinucci

(il manifesto, 24 aprile 2011)

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