ARMI HIGH-TECH

Pubblicato: 8 gennaio 2011 in News

Per le guerre nessun vincolo di bilancio

Ha fatto il giro del mondo la notizia che, a Londra, studenti «violenti» hanno preso a calci l’auto del principe Carlo e consorte quando, il 9 dicembre, il parlamento britannico ha deciso di triplicare le tasse universitarie a causa delle «ristrettezze di bilancio».

Non ha invece fatto notizia che, appena una settimana dopo, è stato varato ai cantieri della Bae Systems a Barrow-in-Furness un altro super-sottomarino nucleare, costato 2 miliardi di dollari. E’ il secondo della nuova classe Astute, fornito alla Royal Navy, che ne riceverà altri cinque. Il suo nome, «Ambush» (Imboscata) è tutto un programma: dotato di un reattore nucleare che potrebbe fornire energia a un’intera città, può restare per mesi in immersione e, con il suo radar e sonar, individuare obiettivi  distanti oltre 5mila km e colpirli con i suoi missili da crociera a testata convenzionale o nucleare.

Per sistemi d’arma come questo i soldi si trovano, mantenendo la spesa militare britannica al quarto posto mondiale. Lo stesso avviene negli altri paesi della Nato (Italia compresa), la cui spesa militare complessiva è salita a circa 1000 miliardi di dollari annui, pari ai due terzi della spesa militare mondiale.

A trainare la nuova corsa agli armamenti sono gli Stati uniti. Il 10 dicembre la U.S. Navy ha sperimentato un railgun (cannone a induzione elettromagnetica) che ha distrutto l’obiettivo situato a 200 km, con l’impatto cinetico di un proiettile di metallo pieno lanciato a una velocità di 5 Mach (6mila km/h).

Lo U.S. Army invece annuncia di aver sperimentato con successo «il più potente laser militare del mondo», realizzato dalla Northrop Grumman. Sarà usato sul campo di battaglia, a bordo di speciali veicoli, per accecare i sensori dei sistemi di puntamento e anche i soldati nemici, nonostante che una convenzione del 1995 proibisca l’uso di armi laser accecanti.

Intanto la tecnologia laser ha permesso di realizzare un nuovo lanciagranate che «cambia le regole del gioco» in Afghanistan. E’ un’arma portatile, denominata XM25, che «uccide i nemici anche quando sono al riparo dietro un muro»: il puntatore laser calcola l’esatta distanza dell’obiettivo, così che i proiettili a frammentazione dotati di microchip esplodano sulla testa di chi è dietro il muro (si vedrà dopo se sono combattenti o civili). I primi lanciagranate «intelligenti» sono stati appena consegnati ai reparti in Afghanistan, che tra breve ne riceveranno almeno 12.500 (al prezzo di 30000 dollari l’uno).

Anche la U.S. Air Force sta realizzando un record dopo l’altro. Il 3 dicembre ha annunciato che è rientrato dallo spazio, dopo una missione di 220 giorni, il mini-shuttle X-37B realizzato dalla Boeing. E’ il primo veicolo orbitale che, senza equipaggio a bordo, è in grado di operare nello spazio e rientrare a terra automaticamente. Le sue applicazioni militari sono molteplici: può distruggere i satelliti dell’avversario prima di attaccarlo e portare nello spazio future armi laser o a impatto cinetico, e anche testate nucleari.

Si accelera così la corsa agli armamenti high-tech, con il determinante contributo di scienziati e il complice silenzio di quasi tutto il mondo scientifico.

Manlio Dinucci

(il manifesto, 19 dicembre 2010)

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